Nostalgia d'infinito
Io sono quì e la notte mi avvolge in un soffice silenzio
Dipinti
“Questi corpi sospesi in una specie di solitudine cosmica, avvolti quasi dalla luce vellutata di un’alba prenatale, vengono fuori da una immobilità pensosa, da una condizione che, per essere crepuscolare, è però immersa in una drammatica nebbia esistenziale.”
Renato Civello
Sculture
Pino Pieri è un artista eclettico nasce come pittore, ma le sue opere da subito reclamano il volume, la terza dimensione: il passo è breve, dalla pittura nasce la scultura (anche se a volte, confessa l’artista, può accadere l’inverso). Il bronzo è eletto a veicolo dei suoi messaggi: il valore della famiglia, il senso della solitudine come ricerca interiore, il tutto reso con gesti fluidi, avvolgenti, paradossalmente morbidi, delicati, carichi di pathos. In ogni sua scultura l’artista gioca magistralmente con il bronzo: lo colora, lo leviga, lo rende ruvido, il tutto per conferire alle sue opere una cromia unica.
Poesie
di Ivana Moser
… il poetico vagabondare di Pino Pieri sfiora la dimensione immensa, misteriosa e silenziosa, chiamata “infinito” e la nostalgia della sua prima raccolta di poesie (Nostalgia d’infinito) si fa ansia:
Se osservi attentamente
il cielo
e ne penetri
il profondo
azzurro
nasce
profondo
in te,
l’ansia d’infinito.
Testi teatrali
“La struttura architettonica che sostiene la raccolta delle pièces teatrali di Pino Pieri, ../.. lo stesso scheletro scenico, la musicalità delle parole, il loro ritmo sorvegliato ma anche poetico poiché intende, a piene mani, il turgore e l’avvicinarsi alla sapienza del cuore e della mente, vanno a creare un onirismo lirico miscidato a realtà propedeutiche e etiche. che sono poi le fil rouge delle commedie stesse, qui assemblate, pur nella loro tipicità singola per la differenza dei contenuti.”
Lia Bronzi